Il Palazzo del Te di Mantova

In onore di Isabella Boschetti

Il Palazzo del Te di Mantova costruito tra il 1524 e il 1534 da Federico II Gonzaga. Realizzato in onore della sua amante, Isabella Boschetti (o Boschetto) (1500 – 1560), nobile signora mantovana. I Gonzaga, famosi per aver rivaleggiato con i Medici di Firenze durante il Rinascimento.

Questo palazzo potrebbe essere l’opera più famosa dell’architetto italiano Giulio Romano (1492-1546). In precedenza abbiamo anche descritto un altro suo capolavoro nell’articolo Palazzo della Torre Allegrini. A Fumane, vicino a Verona. All’epoca il Palazzo del Te di Mantova era considerato una grandiosa villa suburbana destinata al divertimento, alle feste e ai ricevimenti della Corte.

Questo sontuoso palazzo apparteneva ad una di quelle variazioni sul tema dell’isola degli immortali. Un luogo dove morte e sofferenza non entrano, una sorta di Olimpo terreno. Il nome Te potrebbe essere collegato a “tegia” dal latino “attegia”, che significa capanna.

Oggi conta come parte della città di Mantova. Ma in origine sembrava un’isola. A metà del XV secolo, il canale di Rio divideva Mantova in due grandi isole circondate da laghi. Una terza piccola isola chiamata Tejeto dal Medioevo divenne accorciata a Te. Scelta per la costruzione di questa piccola Versailles.

Gli interni

La sede dei Gonzaga a Mantova era costituita da Palazzo Ducale.

Oltre a Giulio Romano, diversi altri pittori collaborarono alla realizzazione degli ambienti del palazzo, tra i quali: Raffaele Albarini, Giorgio Anselmi, Francesco Primaticcio, Fermo Ghisoni, Giovan Francesco Penni, Gerolamo Staffieri, Benedetto Pagni, Rinaldo Mantovano, Giovan Battista Mantovano.

Sembra che la villa sia stata dipinta anche all’esterno. Tuttavia, i colori sono scomparsi mentre rimangono gli affreschi interni, dipinti dallo stesso Giulio Romano e da molti altri collaboratori.

Spettacolari sale interne, tutte affrescate. La Sala dei Giganti. La Sala dei cavalli: con ritratti a grandezza naturale dei sei cavalli Gonzaga preferiti. Anche la Sala dell’Amore e della Psiche. La Sala delle Aquile. La Sala dei Venti o Zodiaco. Anche la Sala delle Imprese. La Sala del Sole e della Luna. E infine la Sala degli Imperatori e così via.

Inoltre oggi, utilizzata per grandi mostre, alcune temporanee e altre permanenti. Tra le scuderie si segnala la Collezione Egizia di Giuseppe Acerbi (1773-1846), console generale d’Austria in Egitto dal 1826 al 1834. Riporta in Italia 500 pezzi che, nel 1840, donò alla città di Mantova.

Position

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