L’imperatore romano Augusto

Gaius Julius Caesar Octavian Augustus

L’imperatore romano Augusto (Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto) è morto 2005 anni fa, il 19 agosto dell’anno 14, a Nola, in Campania, tra le braccia della moglie Livia Drusilla e del figlio adottivo ed erede Tiberio.

Aveva 75 anni. Augusto voleva morire nella stessa stanza dove suo padre, Gaius Octavian, morì quando era ancora un bambino di 4 anni. Non aveva mai dimenticato suo padre. Dalla sua vittoria contro Antonio e Cleopatra ad Anzio nel 31 a.C. Nessuno contestava la sua maestria nel mondo. Era stato un uomo molto prudente, anche se, alla fine del suo lungo impero, commise gravi errori.

A Roma c’è un monumento straordinario che lo ricorda, la sua tomba monumentale, un mausoleo, purtroppo in cattivo stato di conservazione e chiuso al pubblico. Nel 2017 c’è stato l’atteso inizio dei lavori di restauro, ma sono visibili pochi miglioramenti. Tuttavia, una visita è un’esperienza indimenticabile.

Piazza Augusto Imperatore

La statua in bronzo che lo rappresentava è scomparsa, si distrusse nel Medioevo. Questo imponente monumento si trova in Piazza Augusto Imperatore, al centro di quello che un tempo era il Campo Marzio. Ha le dimensioni di un campo da calcio.

E proprio lì erano deposte le ceneri di molti parenti di Augusto, sia quelli che lo precedettero che quelli che lo seguirono: Marcello, Marco Agrippa, Druso, Druso, Ottavia Minore, Gaio e Lucio, Poppea, moglie di Nerone e molti altri. All’ingresso, c’erano due obelischi egiziani. Oggi uno si trova in Piazza dell’Esquilino e uno di fronte alla Basilica di Santa Maria Maggiore. Una parziale ripresa nel 1930 migliorò ben poco.

Si consiglia una visita, passeggiandoci intorno dall’esterno, nelle prime ore del mattino presto. E poi vedere l’Ara Pacis che celebra la nascita di Augusto. Inoltre, una parte della sua Domus Augustea, sul Monte Palatino, la sua casa con una delle sue stanze che conserva intatti gli splendidi affreschi originali. Questa era la modesta casa che Augusto acquistò dagli eredi di Quinto Ortensio e nella quale visse.

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